Chi sono

Mi chiamo Ariel (con l’accento sulla e), sono nato a Genova 55 anni fa e amo la mia città.

Qui sono cresciuto, ho studiato, mi sono innamorato, sono diventato avvocato, ho lavorato e lavoro, sono nati i miei figli e vivo ogni giorno con la consapevolezza di abitare in una città di raro splendore, che meriterebbe molto di più.

Sono un genovese da diverse generazioni, i miei bisnonni sono arrivati dalle regioni confinanti a inizio ‘900 perché qui, grazie allo sviluppo industriale e al Porto, c’era lavoro.

Quando Genova era ancora “la Superba”: forte, indipendente, ricca e bellissima. Come vorrei che tornasse a essere.

Per questo ho deciso di scendere in campo e candidarmi, perché ho una visione nitida di ciò che la nostra città può diventare e voglio avere l’occasione di realizzarla: una città migliore di oggi, più curata, più pulita, più sicura, più inclusiva, più attrattiva, più internazionale. Una città di tutti, capace di prendersi cura dei più fragili e di dare sostegno e opportunità a chi, qui, vuole restare e crescere.

Perché io, qui, sono restato e sono cresciuto. E vorrei che potessero farlo anche i miei figli e tanti altri giovani, come scelta tra le migliori possibili.

Sono un genovese orgoglioso di esserlo. Sono stato un bambino e un ragazzo come tutti, da piccolo dicevo di voler fare il calciatore, dei calciatori collezionavo le figurine Panini non riuscendo mai a finire l’album (e qualche volta comprando le ultime due o tre figurine che mi mancavano), da adolescente ho cominciato ad appassionarmi di libri, teatro e musica (non mi sono ancora rassegnato all’idea di essermi perso i concerti di Santana e di Eric Clapton a Genova e il primo concerto in Italia di Bruce Springsteen, che però mi sono poi goduto in una serata memorabile allo stadio Marassi), suono da autodidatta pianoforte e chitarra ma non credo sia il caso di metterlo nel mio curriculum, so fare meglio altre cose, tengo per il Genoa (e questo a volte è particolarmente doloroso, ma la fede è la fede), so quanto costa un litro di latte (me lo avete davvero chiesto!), sono riuscito a convincere amici milanesi a pucciare la focaccia nel caffelatte – sì, anche quella con le cipolle –  e mi ritengo un uomo molto fortunato: sono sposato con Chiara, che risposerei ogni giorno, ho due figlie e un figlio in gamba e siamo una famiglia molto unita che condivide tutto da sempre.

Essere avvocato mi ha permesso di dedicarmi ai problemi degli altri, di affrontarli e risolverli con e per loro, e credo che questa sia la cifra che caratterizza la mia vita.

Ho sempre creduto nel senso di comunità, nell’importanza di creare appartenenza e occuparsi degli altri, nell’inclusione e nella costruzione comune di una società sana e forte, perché non c’è sviluppo se non c’è giustizia sociale.

Anche per questo sono stato a lungo un capo di comunità e ho sempre vissuto attivamente Genova.

Negli anni da presidente della Porto Antico ho riqualificato quell’area decidendo e realizzando interventi di cui sono ancora oggi orgoglioso: la vasca dei delfini all’Acquario, l’insediamento di Eataly al Millo, la Multisala del fronte mare: ho riportato in piena vitalità il Porto Antico dopo che era in sofferenza da tempo.

Sono state molte altre le mie esperienze in significative realtà genovesi, dalla Fiera al Teatro Stabile diventato oggi Nazionale, al Centro Culturale Primo Levi. Realtà che mi hanno permesso di contribuire a una crescita locale.

Il sindaco che voglio essere è una persona a cui sta a cuore la città nel suo insieme e che vuole migliorare la società in cui vive.

Io, oggi, grazie alle mie esperienze e al mio amore per Genova, sono convinto di poterlo fare.

Essere sindaco per me non significa solo essere un sindaco di tutti: significa esserlo con tutti.

Rappresentare i cittadini in modo concreto, con la capacità di amministrare ma anche di far sentire la propria presenza dove ce n’è bisogno.

Significa assumersi la responsabilità di un ruolo importante da gestire in veste di costruttore di comunità, che realizzi ciò che promette, certo, ma che ne condivida anche il percorso con i cittadini e le cittadine.

La vera sfida, oggi, è quella di riprenderci la nostra Genova insieme.
Io ci sono, e voi?

Ariel Dello Strologo

Per Genova

Dinamica, collegata, solidale. Userei questi aggettivi per descrivere come immagino Genova nei prossimi anni, quella che insieme a voi andremo a costruire.

Mentre scrivo questo testo sono però animato da due diversi sentimenti. Da una parte sono ottimista e desideroso di mettere a sistema le potenzialità della nostra città, dall’altra sono sinceramente arrabbiato per le tante occasioni che sono andate perse in questi ultimi anni.

Il progetto di sviluppo che ho in mente non può trascurare il fatto che si sia permesso che un genovese su cinque viva sotto la soglia della povertà. Nessuno può infatti pensare che la città si sviluppi a doppia velocità lasciando indietro tante persone svantaggiate ed in difficoltà.

Per storia personale e professionale, sono un avvocato, queste cose non posso accettarle. So anche bene però che la sola maggiore attenzione al sociale non basta. Per questo ho scelto come temi della mia campagna l’allargamento degli orizzonti e la riduzione delle distanze.
Una definizione che rappresenta l’antitesi dell’amministrazione Bucci che è stata caratterizzata da interventi non rispondenti ad una progettualità e che non è stata capace di dare una risposta ad una città in crisi di vocazione.

Genova deve invece trovare un suo ruolo nel contesto nazionale ed europeo.

Solo facendo così potremo risultare attrattivi per gli altri e saremo fieri di noi stessi. Solo così i nostri giovani, e penso anche ai miei tre figli, potranno decidere di progettare qui il loro futuro.
Porto
, Turismo, Distretti tecnologici: questi i tre pilastri sui quali costruirò la nostra ripartenza.

Appropriandoci, anche attraverso la scuola e l’Università, di tutte le conoscenze utili per essere avanguardia e non, come ora, in stallo. Uno stallo che va inteso anche come isolamento, sia territoriale, sia di comunicazione, sia in termini di mancate relazioni e scambi con città e situazioni esterne alla città. In stallo ed isolati. Così non va.
Ho l’ambizione di volere rimettere le cose in moto. Connettendo la città con nuove e migliori infrastrutture stradali, digitali, culturali. Voglio riqualificare tutti i quartieri, non con operazioni di facciata come ora, ma con veri e propri interventi per un miglior accesso ai servizi, creando una migliore qualità di vita e spazi aggregativi per giovani, anziani e per le tante associazioni della nostra città.

Non ho qui la pretesa di presentarti tutto un programma ma spero tu possa cogliere la determinatezza con la quale mi batterò per il nostro comune obiettivo; per una Genova più moderna, più giusta e più attraente.

La Coalizione

Una coalizione straordinaria nella sua ampiezza che racconta insieme le mille anime di Genova e il bisogno di cambiamento della città.

La Coalizione

Una coalizione civica e progressista, straordinaria nella sua ampiezza che racconta insieme le mille anime di Genova e il bisogno di cambiamento della città. Una forza unitaria che unisce Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Linea Condivisa, Sinistra Italiana, PSI, Liguria Possibile, Lista Crivello, Lista Sansa, Democrazia Solidale, Europa Verde, Volt, ÈViva, Articolo 1

I nostri obiettivi

Crescere

Voglio un patto tra generazioni che unisca e tuteli le capacità e le vulnerabilità. Voglio dare priorità della scuola e all’università come fattori trainanti dello sviluppo economico e sociale. Voglio che la qualità e la facilità di accesso all’istruzione sia elemento portante della società equa e competitiva che penso per Genova, per Italia, per l’Europa. Dobbiamo lavorare per un nuovo impulso dello sviluppo economico usando le carte migliori che Genova si può giocare: il porto, l’innovazione tecnologica, il turismo e l’economia legata ai bisogni della terza età.

Rigenerare

Dobbiamo lavorare per la riqualificazione urbana di tutti quartieri, nessuno escluso, per assicurare ai cittadini accesso ai servizi, qualità degli spazi e vita di comunità anche attraverso il commercio e i negozi di vicinato.

Dobbiamo ascoltare le voci delle nuove generazioni che chiedono il rispetto e la tutela dell’ambiente come valore fondante della azione del Comune anche avendo maggiore cura, del verde, delle spiagge e dobbiamo fare una radicale inversione di rotta sulla raccolta e trattamento dei rifiuti

Connettere

Penso ad una nuova collocazione per Genova a livello nazionale e internazionale attraverso nuove e migliori infrastrutture stradali, ferroviarie ed aeree e attraverso le infrastrutture immateriali come connessioni digitali e culturali.

Dobbiamo rafforzare il trasporto pubblico rendendolo più accessibile, più ecologico e meno oneroso.

Vincere

Penso ad un piano strategico per una città di tutti e tutte, senza distinzione di genere e nel rispetto delle diverse identità. Perché non c’è visione e non c’è futuro se lasciamo indietro parti di società.

Di nuovo tutti insieme, allarghiamo gli orizzonti, riduciamo le distanze

IL nostro programma

Sostieni Ariel dello Strologo

Per supportare Ariel nella corsa a Sindaco di Genova puoi donare con bonifico bancario o, da lunedì 11 aprile, partecipare alla campagna di crowdfunding.

Iban:
IT97A0617501401000002610480
Intestato a Guglielmoni, mandataria di Dello Strologo Ariel

Causale:
“finanziamento campagna
elettorale Sindaco di Genova”

Comunicati stampa

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