UN COMUNE FUORI DAL COMUNE

Ariel Dello Strologo | Sito Ufficiale

Più grande, più vicino, più digitale, più trasparente, per una città più vivibile, più smart, più ecologica

Per cogliere le opportunità del PNRR, vogliamo rafforzare la struttura del Comune, investire nelle sue risorse umane e credere nei suoi dipendenti. Vogliamo iniziare un percorso d’investimento e formazione. Vogliamo un Comune più grande, più vicino, più digitale e più trasparente.

Le persone sono sempre al centro della nostra visione. Per questo vogliamo urgentemente potenziare il motore della macchina comunale: nuove assunzioni, formazione aggiornata e adeguamento tecnologico. Per affrontare nuovi e classici bisogni della città e per garantire la piena soddisfazione sia delle cittadine e dei cittadini, sia delle dipendenti e dei dipendenti del Comune”, dichiara Ariel Dello Strologo.

Un Comune più grande.

Perché i risultati di questi anni dicono che le esternalizzazioni non hanno migliorato la qualità del servizio. Pensiamo all’illuminazione pubblica. Con l’appalto esterno il pronto intervento è tutt’altro che pronto, e ogni giorno ci sono diversi tratti urbani privi di illuminazione. Un Comune più grande è un Comune che mette fine al precariato. Nelle scuole e negli asili comunali. E nelle aziende partecipate, dove il ricorso crescente ai subappalti crea disuguaglianze tra i lavoratori.

“La fuga dal Comune verso altri enti pubblici e verso altre città di individui di grande preparazione è una tendenza allarmante. Che attribuiamo alla mancata valorizzazione delle competenze interne. Deve finire il tempo dei consulenti esterni che ingombrano i corridoi di Tursi e del Matitone”, dichiara Alessandro Terrile, capogruppo del PD in consiglio comunale.

Un Comune più vicino.

Perché per garantire servizi comunali efficienti e rispondenti ai bisogni, dobbiamo erogarli con capillarità. In controtendenza rispetto all’amministrazione attuale, vogliamo più decentramento e più presidi territoriali. La conseguenza dell’accentramento in tema di manutenzioni è sotto gli occhi di tutti.

“Consideriamo i municipi come il Comune sul territorio. Vogliamo una progettazione partecipata e una cittadinanza attiva”, sostiene Gianni Crivello, capogruppo della lista Crivello in consiglio comunale.

Un Comune più digitale.

La digitalizzazione deve essere l’infrastruttura trasversale che porta lo sportello del Comune in ogni dispositivo elettronico, consenta il ricorso al lavoro agile, e una migliore organizzazione delle risorse umane. La digitalizzazione non può diventare una barriera nell’accesso alla pubblica amministrazione. In ogni Municipio, in ogni quartiere, il Comune deve aiutare le persone più fragili a “ridurre le distanze” grazie alla figura del mediatore digitale, che può diventare un vero e proprio tutor.

“Il tutor aiuta e osserva l’utente mentre prova a usare il servizio digitale e si rende artefice del miglioramento del servizio”, illustra il candidato di GENOVA CIVICA ed esperto di Government Digital Service Daniele Occhipinti. “In questo modo – continua – si acquisisce una conoscenza preziosissima, cioè i fattori che rendono il servizio più difficile da usare. Il tutor, che unisce conoscenze tecniche a competenze più umanistico-sociali, passerà l’informazione ai realizzatori, che lo miglioreranno.”

“La progettazione dei nuovi servizi dovrà essere centrata sull’utente e sui suoi bisogni. Coinvolgere le cittadine e i cittadini fin dalla fase del prototipo è la via per soddisfare i bisogni reali, per utilizzare il digitale come mezzo e non come fine, utilizzando tecniche agili”, conclude Occhipinti.

Un Comune più trasparente.

I dati della città sono una grande ricchezza, e devono essere accessibili a chi ne abbia interesse. Per farlo bisogna recuperare la cultura della trasparenza, e dell’organizzazione. Tutti gli uffici comunali devono partecipare al caricamento dei dati, ciascuno per il proprio settore, consultabili dagli utenti in modalità aperta.

“La trasparenza dell’amministrazione pubblica nella comunicazione con le cittadine e i cittadini è fondamentale. L’abolizione dell’annuario statistico, l’impossibilità di reperire i principali dati della città sul sito internet del Comune ci hanno fatto fare diversi passi indietro, rispetto al nostro standard di eccellenza del passato, e rispetto alle principali città italiane”, sostiene Fabio Ceraudo, capogruppo M5S in consiglio comunale.

“Il modello di riferimento valoriale della coalizione progressista a sostegno di Ariel Dello Strologo è differente da quello proposto attualmente alla cittadinanza”, afferma Ubaldo Santi capogruppo PSI in consiglio comunale e candidato di GENOVA CIVICA. “Siamo rivoluzionari perché crediamo in determinati valori che diventano il modello di riferimento della nostra attività. La cultura del fare non può essere disgiunta dalle nostre linee e strategie valoriali, nell’interesse della collettività. Noi diciamo “sì” all’ambiente, alla sicurezza, alla tutela della salute”, conclude Santi.

UN COMUNE FUORI DAL COMUNE

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